Parole in fiore

Poesie e pensieri

Progetti

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Perchè???

Perché il governo vuole smantellare la struttura della scuola elementare quando l’Ocse la valuta al quinto posto nel mondo?

Perché la Confindustria si è subito dichiarata favorevole?

Perché il governo, malgrado l’ampia superiorità numerica, governa con decreti legge e voti di fiducia?

Perché nessuno, nemmeno Grillo, si preoccupa più dei costi della politica nonostante il governo abbia persino abrogato le limitazioni ai voli di Stato?

Perché sono tutti contenti che i contribuenti paghino i miliardi di debiti Alitalia in modo che gli imprenditori della cordata possano guadagnarne di più?

Perché il ministro della Difesa ed il sindaco di Roma possono inneggiare al fascismo e i naziskin picchiare ragazzi inermi di sinistra e gay?

Perché l’onorevole Violante del Pd vuole togliere la polizia investigativa ai pm, depotenziando la loro capacità di intervento?

Perché per l’ordine pubblico si utilizzano i soldati mentre le vere forze dell’ordine sono lasciate senza mezzi?

Perché i media sostengono che Napoli è stata ripulita dalla spazzatura quando la periferia ne è ancora invasa e si continua a bruciare i cassonetti?

Perché gli esperti della sinistra sostengono che i mezzi di informazione non influenzano il voto quando il governo Prodi è caduto soprattutto per le campagne su “casta”, “sicurezza”, tasse, ecc. e l’attuale governo ha un gradimento altissimo grazie a continui “annunci” diffusi dai media?

Perché molti giornali cosiddetti di opposizione danno agli articoli titoli filo governativi anche quando il contenuto è larvatamente critico?

Perché non si vogliono regolarizzare gli extracomunitari che hanno un datore di lavoro che vuole farlo? Perché si tace che così l’Inps perde circa 500 milioni di contributi all’anno?

Se nessuno mi risponde, mi prendo un sonnifero e mi addormento felice come quel 63 per cento degli italiani ( sondaggio berlusconiano) che si dichiara contento di questo stato di cose.

 Mimmo

ECCO IL PETROLIO BIANCO: L'ACQUA PRIVATA

dal blog di Mimmo http://riprediamocilitalia.blogspot.com/

C’è l’hanno fatta, ora anche la legge è dalla loro parte. L’acqua, bene primario per ogni essere vivente, è stata affidata nelle mani delle multinazionali che ce la rivenderanno ai prezzi da loro stabiliti.Nel cuore dell’estate, il 5 Agosto 2008, il Parlamento ha votato, approvato e traformato in legge il Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112.La modifica che fa la differenza, che alla maggior parte di noi è passata inosservata, sta tutta nell’articolo 23bis del decreto. L’autore di questo capolavoro dell’antidemocrazia è stato quella specie di omino che di nome fa Giulio ma, è conosciuto al grande pubblico com Tremonti, Ministro dell’economia e delle finanze.Con tale legge il signore sopracitato concede la gestione dei servizi idrici alle sconvolte e folli regole dell’economia capitalista e globalizzata. Proprio Tremonti che fece scalpore per il suo libro “La paura e la speranza“, in cui si schiera contro l’economia globalizzata alla ricerca della crescita perenne.
“È finita in Europa l’«età dell’oro». È finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la «cornucopia» del XXI secolo. [...] Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro…”
Forse intendeva dire che per noi sta arrivando un tempo di ferro. Per quelli che lottano per arrivare fine mese, per quelli che lottano per i diritti fondamentali di ogni essere umano e per tutti quelli che credono che questo sviluppo tendente all’infinito ci porterà solo all’autodistruzione.
Così recita il comma 1 del suddetto articolo:
Servizi pubblici locali di rilevanza economica
1. Le disposizioni del presente articolo disciplinano l’affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, in applicazione della disciplina comunitaria e al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonche’ di garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione, assicurando un adeguato livello di tutela degli utenti, secondo i principi di sussidiarietà, proporzionalità e leale cooperazione. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici locali e prevalgono sulle relative discipline di settore con esse incompatibili.
Così il governo Berlusconi, con l’assenso dell’opposizione, ha decretato che l’Italia è oggi tra i paesi per i quali l’acqua è una merce. Le multinazionali che già gestivano le acque minerali ora avranno il monopolio dell’acqua, alla faccia della liberizzazione!
Esiste in Italia già un esempio concreto di ciò a cui stiamo per andare incontro. Difatti già il
26 Agosto sulla rivista Carta, Alex Zanotelli esprimeva il suo totale dissenso portando avanti l’esempio del Comune di Aprilia dove già le reti idriche sono in mano ai privati:
Acqualatina, (Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua ha il 46,5per cento di azioni) che gestisce l’acqua di Aprilia, ha deciso nel 2005 di aumentare le bollette del 300per cento! Oltre quattromila famiglie da quell’anno, si rifiutano di pagare le bollette ad Acqualatina, pagandole invece al Comune. Una lotta lunga e dura di resistenza quella degli amici di Aprilia contro Acqualatina! Ora nel cuore dell’estate, Acqualatina manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori o ridurre il flusso dell’acqua. Tutto questo con l’avallo del Comune e della provincia di Latina! L’obiettivo? Costringere chi contesta ad andare allo sportello di Acqualatina per pagare.E’ una resistenza eroica e impari questa di Aprilia: la gente si sente abbandonata a se stessa. Non possiamo lasciarli soli!(Carta 26 Agosto 2008)
Ci stanno uccidendo piano piano, levandoci uno dopo l’altro ogni nostro diritto ed ogni fonte di approvigionamento. Ci stanno stremando! Cosa aspettiamo a reagire? Costruiscono intorno a noi una dittatura moderna, una prigione celata all’ingenuo occhio umano.
L’acqua è l’oro bianco, il petrolio del futuro per cui si combatteranno le prossime guerre, per cui ci saranno milioni di vittime. Saranno guerra fratricide, senza petrolio si può vivere, senza acqua invece non si sopravvive. La terra è ricoperta per la maggior parte di acqua, noi stessi siamo composti per buona parte di acqua, ci stanno mettendo in vendita con la nostra terra, come un appartamento già arredato.Sappiamo già a livello globale che la gestione dell’acqua da parte delle multinazionali potranno stabilire nuovi assetti globali, nuovi scontri e divisioni. Ai poveri sarà impossibile accedere a questo bene primario, mentre i ricchi ne abuseranno per arricchirsi sempre di più.
E’ una storia già vista, non sembra ora di imparare la lezione?
A partire dal 1929, con la firma dei Patti Lateranensi, lo stato italiano si fa carico della dotazione di acqua per lo Stato Vaticano, in virtù dell’articolo n. 6, che al primo comma dice che "L’Italia provvederà, a mezzo degli accordi occorrenti con gli enti interessati alla Città del Vaticano un’adeguata dotazione d’acqua in proprietà".L’Italia si fa carico da allora dei 5 milioni di metri cubi d’acqua consumati in media dallo Stato Pontificio. Per le acque di scarico, Città del Vaticano si allaccia all’Acea, ma non paga le bollette, perché non riconosce la tassazione imposta da enti appartenenti a stati terzi. In soldoni, non riconosce Acea perché è "straniera".Quando Acea si quota in borsa nel 1999, chiede un intervento al governo italiano, che ripiana i 44 miliardi di lire di debiti relativi alla fornitura delle acque vaticane. Da quel momento, la Chiesa avrebbe dovuto farsi carico di una spesa di 4 miliardi di lire annui, ma non è andata così. Tutti i salmi finiscono in gloria, e lo Stato italiano si trova di nuovo nel 2004 a pagare il conto: tocca alla finanziaria 2005 stanziare 25 milioni di euro subito e quattro dal 2005 per dotare il Vaticano di un sistema di acque proprie.Nel 2001 il Governo Berlusconi istituisce una commissione bilaterale per provare a dirimere la questione delle acque bendette, ma pare che ci sia poco da fare per i debiti che ACEA lamenta, il Vaticano è disponibile a pagare solo una quota di 1.100 euro, per realizzare un depuratore. STOP.La commissione ha assicurato allo stato pontificio la dotazione d’acqua richiesta (1059 once all’anno) sempre con carattere di gratuità, come disposto dai patti lateranensi, per far fronte alle esigenze sia all’interno delle mura Lonine, che all’esterno, a beneficio delle sedi di dicasteri ed enti contrali della Chiesa, indicati dalla Santa Sede con apposito elenco, che viene aggiornato in via diplomatica. Quali e quanti siano è da scoprire. Il Vaticano comunque corrisponderà un contributo periodico in riconoscimento degli oneri connessi al trasporto dell’acqua.Carta e penna alla mano, facendo due conti si realizza facilmente che il debito dal 1999 ad oggi ammonta a circa 52 milioni di euro.C’è da strabuzzare gli occhi, al pensiero dell’enorme buco che lo stato italiano ha dovuto ripianare e che Acea ha tollerato, soprattutto se si confronta con un normale cittadino, che se non paga una bolletta rischia di trovarsi i sigilli sul contatore!L’acqua è diventata un bene preziosissimo per il pianeta, a causa delle molte guerre che per essa si combattono. Nei Paesi poveri si imbracciano i fucili per avere qualche zampillo d’acqua potabile che garantisca la sopravvivenza. Nei Paesi ricchi invece il business si fa privatizzandola: comprando a poco prezzo le fonti, e rivendendo in bottiglie di plastica etichettate un "prodotto" che in realtà è un bene primario, un’esigenza per la vita della collettività.Le grandi multinazionali e le multiutility dei comuni fanno schizzare i bilanci alle stelle vendendo l’acqua a prezzi più elevati del petrolio, ma l’acqua è soprattutto vita, bene comune dell’umanità. Ecco perché anche il Vaticano dovrebbe riconoscerle il giusto valore (se non per il debituccio…)

Rieccomi

Sono passati sei mesi, ho fatto il controllo e sembra vada tutto bene, insomma il tumore è sempre lì, non è cresciuto ma nemmeno si è seccato e quindi . . . altro controllo tra sei mesi!

La vita continua, non è un buon periodo, avrei voglia di starmene a casa per un pò di giorni ma invece tocca lavorare ed è sempre più difficile, con un occhio solo stare al pc tutta la mattina mi affatica molto, mi gira la testa e ho sempre un senso di sbandamento ed una stanchezza infinita. Sarebbe l'ora di andare in pensione ma l'iter è lungo e faticoso ed i tempi di attesa sfiancanti.

 

Gamma knife e casco stereotassico

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Eccolo qui il famigerato e tanto temuto "casco stereotassico", la conclusione dei miei problemi, la fine di un iter, la chiusura del cerchio... o almeno io credevo fosse così e invece ogni sei mesi dovrò sottopormi a controlli sia oculistici che a risonanze magnetiche!
Ma cominciamo dall'inizio: come ho già scritto, ad agosto sono stata operata alla testa per un meningioma del seno cavernoso, l'operazione va bene ma il meningioma non si può asportare completamente perchè ingloba carotide e nervi cranici, per cui il 19 gennaio mi reco al San Raffaele a Milano per effettuare un trattamento di radiochirurgia stereotassica.
visto dall'esterno l'ospedale è bellissimo, moderno, pieno di fontane, negozi, vialett e panchine. Il reparto è un'altra cosa, mobili di legno vecchio e scrostato, bagni con le tavolette rotte, assistenza  infermieristica quasi inesistente. Beh, se chiami le infermiere vengono, ma non c'è confronto con l'umanita , la serenità, l'altruismo e la dedizione delle infermiere del reparto di neurochirurgia di Careggi dove sono stata operata.
Per fortuna nella sezione Gamma Knife sono invece tutti molto gentili e attenti alle persone e alle loro paure, ti parlano, ti spiegano e cercano di farti affrontare la cosa nel miglior modo possibile.
Insomma, la mattina alle sette, dopo uno shampoo disinfettante, vengono a prendermi, mi fanno sedere su una sedia a rotelle e mi portano giù, al secondo piano sotto terra, nel reparto di Gamma Knife. Siamo in tre, io, un signore e un'altra signora, tutti e tre molto impauriti, abbiamo passato la notte quasi in bianco e non abbiamo idea di cosa ci dovrà succedere perchè nei due giorni precedenti passati in ospedale non abbiamo visto nessuno con il casco in testa. Ci portano in una saletta e ci mettono un ago in vena e poi, uno alla volta, ci misurano la testa. Ci portano fuori in sala d'attesa e il signore viene portato in un'altra sala....arrivano strani rumori, come di un trapano da muro e dopo nemmeno 10 minuti il signore viene spinto fuori con in testa il casco e con un'espressione che invita a fuggire. Non faccio a tempo a pensare nè a chiedere niente che subito l'infermiera mi spinge dentro la sala, una specie di sala operatoria ma piena di cacciaviti e oggetti strani.. Io sono terrorizzata e lo dico chiaramente e l'infermiera, gentilissima, mi rassicura  dicendomi di non preoccuparmi, che è una cosa veloce e contemporaneamente  mi inietta qualcosa dall'ago che ho in vena. Mi sento un pò meglio, spero di addormentarmi e invece niente, sono solo più calma. Dalla sedia a rotelle passo su un mezzo lettino molto alto, i due dottori mi fanno appoggiare bene la schiena, parlottano un attimo su dove posizionare le viti senza comprimere lo sportellino osseo (cioè l'apertura che mi hanno fatto nella fronte quando sono stata operata) e insieme cominciano con l'anestesia locale.
Non capisco quante punture mi fanno per ogni vite che devono inserire, so solo che mi sento come se   un cane mi strappasse la carne a brandelli, un dolore intenso ma che per fortuna dura poco. Cerco di tenere gli occhi chiusi per non vedere cosa fanno, ma è più forte di me, apro gli occhi e vedo il dottore davanti a me con in mano il supporto da avvitare alla fronte e subito capisco che anche il medico che ho alle spalle sta facendo la stessa cosa... cominciano ad avvitare con un cacciavite, velocemente, molto velocemente. Nonostante le anestesie sento forare, è più una sensazione uditiva che fisica e quando poi cominciano a stringere è come se la testa venga stretta in una morsa e come se avessi il polistirolo  dentro, senti dentro una sensazione come quando il gesso stride sulla lavagna e la testa diventa pesante e compressa. Finisce tutto in pochi minuti, mi fanno scendere dal lettino e mi aiutano a sedermi sulla sedia a rotelle. Sono fuori, di nuovo in sala  d'attesa, adesso tocca alla signora. Mi dicono che devo aspettare un pò e io, esausta, mi addormento, forse anche a causa della anestesie locali, con la testa che mi ciondola sul petto. Dopo quasi un'ora finalmente mi portano a fare la risonanza magnetica. Non è facile appoggiare la testa sul cuscino, la barra che ho intorno al viso viene inserita credo in una specie di scanalatura, l'infermiera esce e il lettino entra nella macchina. La risonanza dura circa un'ora ma io dormicchio e il dolore alla testa è ancora sopportabile. Finalmente sono di nuovo in sala d'attesa, Roberto è con me, ha l'espressione abbastanza impaurita ma cerca di non farmelo vedere. Le infermiere sono gentilissime e siccome ci vorrà ancora del tempo per elaborare i dati, prendere le coordinate e decidere i tempi di applicazione della terapia mi offrono un the e Roberto mi porge una briosce visto che sono digiuna dalla sera precedente. Non lo avrei mai creduto ma sono riuscita a mangiare. Intanto il signore ha finito il suo trattamento e portano dentro la signora che credevo lo facesse dopo di me. Mi dicono invece che il suo è più veloce e quindi la spingono dentro mentre l'uomo entra di nuovo nella sala dei cacciaviti e dopo un pò esce senza casco e lo portano in reparto. Finalmente tocca a me sono quasi le 14, l'infermiera mi comunica che il mio trattamento durerà 108 minuti! La testa ha cominciato a farmi male e l'dea di stare quasi due ore dentro una macchina, immobile, sveglia, con i chiodi che ho sulla nuca che premono mi provoca un attacco di panico. Chiedo che mi facciano dormire ma l'infermiera mi dice che può darmi un calmante ma che non può farmi dormire per tutto il tempo perchè mi farebbe male alle vie respiratorie, così mi inietta in vena non so cosa e di nuovo mi aiuta ad incastrare la testa in una scanalatura, mi mette un bel cuscino sotto le ginocchia ed esce dalla stanza. La porta si chiude ermeticamente e il lettino scivola dentro il macchinario. Una voce gentile mi chiede se voglio un pò di musica e mi fa sentire un cd di musica classica, dolcissima. Accetto e il trattamento inizia, non sento niente a parte la musica, la cosa è indolore, se non fosse per i chiodi nella nuca starei quasi comoda, mi appisolo. Una voce mi avverte: "Mancano 47 minuti" Oddio speravo tanto che fosse finito e invece da quel momento non dormo più, mi metto a contare i secondi ma non ci riesco, penso che ormai ci siamo, il cd è ricominciato da capo almeno due volte e il tempo non passa.... "ancora 9  minuti" mi dice la voce e io di nuovo cerco di contare, conto fino a sessanta e cerco di tenere il conto con le dita dei minuti che conto. Difficilissimo! Finalmente un clic, il lettino scivola in avanti e la porta si apre ed entra l'infermiera gentile: "Per oggi abbiamo finito, ti veniamo a prendere domani mattina per il secondo trattamento". Mi fanno sedere sulla sedia a rotelle e assieme a Roberto, che è rimasto per tutto il tempo ad aspettarmi, mi portano nella mia camera. Gli altri due sono già senza casco e il giorno dopo se ne vanno, solo io devo tenermi sto coso in testa per tre giorni. Stare distesi è quasi impossibile, i ferri spingono i chiodi e la testa fa male. Così scendo con Roby a fumare una sigaretta e poi ci sediamo in attesa della cena visto che il pranzo l'ho saltato. Mangiare è molto diffcile, non mi trovo la bocca, Roberto mi imbocca visto che mi hanno portato una brodaglia che chiamano minestra, ma è difficle lo stesso perchè il cucchiaio ogni tanto di incastra tra i ferri e le labbra e rischio di tagliarmele.  Come farò a dormire??? Giù in Gamma Knife mi hanno dato un rettangolo di gommapiuma fatto come i contenitori delle uova e mi hanno consigliato di appoggiarmi di fiancoavvolgendo la barra che ho intorno al viso. Provo ma non riesco a dormire e chiedo un antidolorifico. Mi mettono una flebo e finalmente riesco a dormire un pò, forse tre o quattro ore...per fortuna il tempo passa e arriva la mattina. Roberto è già da me alle 7 e 30 con un bel cornetto e così mi aiuta a fare colazione e ci andiamo a fumare una sigaretta. Chiacchieriamo e cerchiamo di restare dalle parti del reparto perchè verso mezzogiorno devo fare il secondo trattamento. Decidiamo che preferiamo aspettare in Gamma Knife e ce ne andiamo giù, avvertendo l'infermiere del reparo che siamo già sul posto. Verso l'uno mi rinfilano nella macchina, l'infermiera mi chiede se voglio cambiare musica ma che di classico hanno solo quello del giorno prima che io accetto volentieri, mi inietta la solita dose di tranquillante in vena e la prima ora me la dormo tranquillamente. La secona invece è più fastidiosa del giorno prima perchè non ci sono più le anestesie locali che bene o male mi tenevano la testa intorpidita, ma anche stavolta il trattamento finisce e mi riportano in camera. E così anche il terzo giorno, a parte un ritardo di  due ore per un paziente disabile che hanno dovuto farmi passare avanti. Oh, penso che finalmente mi toglieranno il casco....... se sapevo che toglierlo fosse così doloroso avrei chiesto di portarmelo a casa! I due medici si mettoo uno davanti e uno dietro di me e cominciano a svitare le viti il più velocemente possibile ma, come la pressione comincia ad allentarsi, è come un'esplosione, mi sembra che la testa scoppi e che tutto quello che c'è dentro scappi fuori da tutti i buchi, dagli occhi, dal naso, dalle orecchie, un dolore terribile e mi metto ad urlare. Anche questo però durà pochissimo e finalmente la mia testa è libera e mi metto a piangere dalla tensione e dal sollievo.
Chiuso, finito, dovrò tornare per i controlli ogni sei mesi ma spero di non dover più affrontare questa esperienza, sinceramente nonostante le nove ore del'intervento e la pericolosità preferirei un nuovo intervento a questa tortura di tipo medievale.

Siamo quasi a Natale...

Sono mesi che non scrivo più niente... me ne sono successe di tutti i colori e ancora non ho finito! faccio un piccolo riassunto.

Ad agosto sono stata operata alla testa per togliere un meningioma che mi ha compresso il nervo ottico e mi ha portato seri problemi di vista e di diplopia. Un'operazione durata nove ore che purtroppo non ha risolto il problema o almeno lo ha risolto solo in parte. Il 19 gennaio dovrò andare a Milano per un intervento di radiochirurgia (gamma-knife) e spero che questo sia l'ultimo atto di questa brutta vicenda. Ho una paura boia e non vedo l'ora che sia tutto finito con la speranza di tornare ad essere autonoma come prima.

Così siamo a Natale e la voglia di festeggiare proprio non ce l'ho, non ho voglia di fare niente, vorrei solo drmire fino al 25 genaio quando tutto sarà finito. Comunque tanti auguri a chi mi legge e speriamo di scrivere in seguito cose più divertenti Bacio

Canon PowerShot S5 IS

PowerShot S5 IS, il nuovo modello ultra-compatto da 8 megapixel e zoom ottico da 12x, eredita dai modelli precedenti lo Stabilizzatore ottico di Immagine (IS), un’ottica di tipo professionale e numerose funzioni video, introducendo al contempo un’ampia gamma di nuove caratteristiche mirate ad accrescere il livello di gradimento tra i fotografi più esigenti

• Stabilizzatore Ottico di Immagine (IS) che garantisce immagini nitide e riduce al minimo l’effetto di eventuali tremolii durante la registrazione di filmati video. Il sistema di stabilizzazione con decentramento della lente permette agli utenti di ottenere ottimi scatti a velocità di otturazione inferiore di ben 3 valori rispetto alla media senza per questo aumentare il rischio di immagini sfocate.
• Motore ultra-sonico (USM) che permette di avvalersi di uno zoom rapido ed assolutamente silenzioso, con tempi di reazione quasi nulli, riducendo di conseguenza qualsiasi tipo di interferenza sonora durante la registrazione di filmati o in caso di scatti in ambienti naturali.
• Lente a bassa dispersione (Ultra-low Dispersion, UD) che corregge le aberrazioni cromatiche soprattutto alle lunghezze focali maggiori garantendo una perfetta resa dei colori, la massima definizione d’immagine, e scatti nitidi e brillanti con spettacolari contrasti.
I convertitori tele e grandangolari opzionali estendono la lunghezza focale da 27mm a 648mm (nel formato 35mm). La modalità di scatto Super Macro, con i suoi 0cm di distanza e la lente opzionale per le Riprese Ravvicinate 500D (58mm) permettono di ottenere immagini dettagliate di gran qualità nell’ambito della macrofotografia. Safety Zoom permette agli utenti di estendere la gamma zoom disponibile senza che l’eventuale interpolazione digitale influisca sulla qualità delle immagini finali: questa funzione permette infatti di catturare immagini ad alta risoluzione con una qualità pari a quella delle stampe in formato cartolina (10 x 15cm) eseguite nei migliori laboratori professionali, utilizzando uno zoom fino a 24x. Gli utenti potranno inoltre decidere di abilitare la funzione Digital Tele-Converter per aggiungere ad ogni scatto un ingrandimento digitale fisso (1,6x o 2x) per qualsiasi scatto senza riduzione dell’apertura del diaframma normalmente imputabile all’utilizzo di teleconvertitori.


Lo so, lo so che ne ho già due e che sono più che sufficienti ma come si fa a non desiderare un apparecchio di questo genere??? Sarà che sono innamorata della Canon, sarà che dalle recensioni sembra un'ottima macchina, sarà che mi sembra facile da usare e abbastana piccola da portare...insomma...sarà il mio prossimo acquisto quando potrò!

GUIDA AL T.F.R

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12 GIUGNO

Un anno! E' passato un anno da quando sei entrata in quel maledetto ospedale e non ne sei più uscita. Ricordo che eravamo tutti contenti, finalmente ti ricoveri così ti curano e vedrai che per le ferie sei fuori, in gamba, magari ti danno una cura e i dolori spariranno.

Reparto reumatologia: sembravi quella che stava meglio, eri la padrona dell'aria condizionata, ti alzavi dal letto per alzare o abbassare la temperatura, aiutavi quelle che non potevano muoversi e cantavi. Niente cure per te, dovevano fare gli esami, capire di cosa soffrivi, ma chissà perchè certe analisi non riuscivano a fartele. "Che ci sto a fare in reumatologia? Mica ho l'artrite reumatoide e nemmeno il lupus....per me hanno sbagliato reparto!" All'ora del passo uscivi in cortile con noi, facevamo due passi e a volte anche una partita a carte nella saletta della televisione. Le altre pazienti se ne andavano dopo le cure e tu restavi lì, senza esami, senza cure, i dolori aumentavano e la biopsia non si poteva fare per colpa delle trombosi alle gambe. "Dai mamma, coraggio, vedrai che tra un paio di giorni scoprono cos'hai e ti curano che poi andiamo a Fiumicino a mangiare il pescee poi vieni un pò di giorni da me che tanto abbiamo finalmente l'ascensore."

Reparto oncologia: beh, magari qui sono più esperti, vedrai che adesso ti fanno gli esami e qualcuno ci capirà pur qualcosa! E invece niente nemmeno qui e tu stavi sempre peggio, non riuscivi più a muoverti , niente più passeggiate in cortile, niente appetito, solo dolori. Però anhe qui cantavi, cercavi di dare una mano perchè qui c'è gente che sta male tanto, e..."ma che cavolo ci faccio in oncologia??? vuoi vedere che hanno di nuovo sbagliato reparto! qui hanno tutte il cancro... che ci faccio io qui mica ho il cancro io!"

Mamma sei sei stata grande, non sei più uscita, viva, da quel reparto, ti sei spenta con dignità, senza sapere cosa c'era che ti consumava, ancora adesso non lo sappiamo. So solo che mi manchi da morire, sempre di più, mi manca la tua allegria, la tua musica, la tua pelle, il tuo profumo, le tue parole. Non mi do pace al pensiero che forse, se non fosse stato periodo di ferie, se non fossi stata a Roma, se ti avessi portata via forse saresti ancora con me!